Dal 21 settembre 2026 parte lo sportello Simest da 200 milioni di euro per finanziare l'intelligenza artificiale nelle PMI italiane con vocazione internazionale. Ma i dati dell'Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano raccontano un paese diviso in due: il 76% delle piccole e medie imprese non ha ancora investito un euro in IA. Capire come muoversi, prima che il divario diventi incolmabile, e' oggi una priorita' strategica.
Il divario dell'intelligenza artificiale tra grandi imprese e PMI
I numeri diffusi quest'anno dall'Osservatorio del Politecnico di Milano fotografano una situazione netta: il 71% delle grandi imprese italiane ha gia' avviato almeno un progetto di intelligenza artificiale, contro appena l'8% delle PMI che puo' dire lo stesso. Il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito ne' prevede di investire nell'IA nel breve periodo, e solo il 7% ha attivato percorsi di formazione strutturati sul tema.
Il dato piu' interessante, pero', non e' la disaffezione: e' il contrario. Il 58% delle PMI dichiara interesse concreto verso l'intelligenza artificiale, spinto dalla disponibilita' di strumenti low cost e dall'attenzione mediatica sul tema. Il problema non e' la voglia di innovare, ma la capacita' di trasformare l'interesse in un progetto strutturato: solo il 7% delle piccole imprese e il 15% delle medie ha superato la fase sperimentale. Il 55-58% delle aziende indica la mancanza di competenze interne come primo ostacolo, davanti persino ai vincoli di budget.
Il nuovo fondo Simest per l'IA: come funziona
Per colmare questo divario arriva una misura pensata proprio per le PMI con proiezione internazionale. Dal 21 settembre 2026 e' attivo lo sportello Simest dedicato agli investimenti in intelligenza artificiale, con una dotazione complessiva di 200 milioni di euro nell'ambito del Fondo rotativo 394/1981. Le domande si presentano direttamente sul portale dei finanziamenti agevolati di Simest.
Possono accedere le PMI che realizzano almeno il 3% del fatturato con l'estero (una soglia ridotta rispetto al 10% richiesto normalmente dal Fondo 394 per altre misure), oltre ai loro subfornitori che destinano almeno il 10% del fatturato a clienti esportatori. L'agevolazione prevede un finanziamento a condizioni vantaggiose, un anticipo fino al 50% e una quota a fondo perduto fino a 100.000 euro.
Gli investimenti ammissibili sono ampi e coprono l'intero percorso di adozione dell'IA in azienda:
- infrastrutture cloud e sistemi di calcolo dedicati all'intelligenza artificiale;
- software e piattaforme AI, anche con sviluppo o personalizzazione di modelli;
- integrazione dell'IA con i sistemi gestionali e produttivi gia' in uso;
- gestione e valorizzazione dei dati aziendali;
- formazione del personale e inserimento di nuove competenze specialistiche;
- consulenze, certificazioni, cybersecurity e adeguamento agli obblighi dell'AI Act.
E' un elenco che dice molto sulla filosofia della misura: non si finanzia solo la tecnologia, ma l'intero ecosistema che la rende utilizzabile in sicurezza, dai dati alla governance fino alla protezione informatica dei nuovi sistemi.
C'e' anche un fondo per la formazione
Parallelamente, Fondimpresa ha pubblicato l'Avviso 3/2026 Innovazione, che mette a disposizione 20 milioni di euro per finanziare piani formativi rivolti ai lavoratori delle imprese aderenti al Fondo, impegnate in un progetto di innovazione digitale o tecnologica di prodotto o di processo. Le domande si presentano tramite gli enti proponenti qualificati dal 29 settembre alle ore 9:00 fino al 30 ottobre 2026 alle ore 13:00, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Considerato che la carenza di competenze e' l'ostacolo numero uno indicato dalle PMI, questa misura puo' affiancarsi utilmente agli investimenti tecnologici finanziati da Simest.
Perche' non basta comprare un software
I dati confermano un altro elemento critico: solo il 10% circa delle aziende che avviano un progetto di IA riesce poi a portarlo su scala, per via dei costi di implementazione, della difficolta' nella gestione dei dati e del divario tra prototipo e soluzione industrializzata. E' il motivo per cui i bandi piu' recenti, Simest compreso, finanziano insieme tecnologia, dati, formazione e cybersecurity: l'intelligenza artificiale funziona solo se si appoggia a un'infrastruttura IT solida, a dati puliti e organizzati, e a un presidio della sicurezza coerente con gli obblighi dell'AI Act.
Per una PMI questo significa che il primo passo non e' scegliere uno strumento di IA generativa, ma fare il punto sulla propria infrastruttura: dove sono i dati, chi vi accede, quali processi si prestano davvero all'automazione intelligente e quali rischi di sicurezza introduce l'adozione di nuovi sistemi. Solo dopo questa mappatura ha senso strutturare un progetto da candidare ai fondi disponibili.
Come muoversi da qui a fine anno
Le finestre temporali sono strette e in parte sovrapposte: lo sportello Simest apre il 21 settembre, quello Fondimpresa il 29 settembre con chiusura al 30 ottobre. Le PMI che vogliono cogliere l'occasione dovrebbero:
- verificare da subito i requisiti di accesso, in particolare la quota di fatturato estero per Simest;
- individuare un caso d'uso concreto dell'IA legato a un problema reale del proprio business, non un progetto generico;
- valutare lo stato della propria infrastruttura cloud, della gestione dei dati e della cybersecurity, elementi che pesano sia sull'ammissibilita' del progetto sia sulla sua riuscita;
- pianificare la formazione del personale in parallelo, sfruttando eventualmente anche l'Avviso Fondimpresa.
Affidarsi a un partner IT specializzato, come Hi-Keep, aiuta a evitare l'errore piu' comune osservato dall'Osservatorio Polimi: la sperimentazione al buio, con strumenti adottati senza una strategia di dati, sicurezza e integrazione alle spalle. Un percorso strutturato, che parta da un'analisi dell'infrastruttura esistente e arrivi a un progetto candidabile ai bandi disponibili, e' il modo piu' concreto per trasformare l'interesse verso l'IA in un vantaggio competitivo reale.